Sebastiano
Sebastiano

Ci racconti il tuo percorso in Impresoft Syscons?

Sono entrato in Syscons il 18 marzo 2019, dopo aver partecipato a un’Academy dedicata al mondo SAP. È stato un ingresso un po’ particolare: non avevo ancora avuto modo di conoscere bene l’azienda durante il percorso formativo e il colloquio è arrivato solo al termine dell’Academy.

All’epoca Syscons era una realtà molto più piccola rispetto a oggi. Sono entrato nel team di sviluppo SAP come programmatore, ruolo che ricopro ancora oggi, anche se naturalmente con competenze e responsabilità molto diverse rispetto agli inizi.

Come sono stati i tuoi primi mesi in azienda?

All’inizio ho seguito un percorso di formazione graduale. La prima settimana è stata dedicata soprattutto all’apprendimento teorico e ai primi esercizi pratici, poi ho iniziato a lavorare su attività sempre più concrete.

Una delle cose che ricordo con più piacere è la disponibilità dei colleghi Senior. Quando avevo dubbi o necessitavo di supporto, trovavo sempre qualcuno pronto a dedicarmi tempo e attenzione. Questo approccio mi ha aiutato tantissimo a crescere e a costruire la mia autonomia professionale.

Guardandoti indietro, quali sono stati i momenti più significativi della tua crescita?

Sicuramente il periodo del Covid è stato una fase importante. Lavorare completamente da remoto ha richiesto una maggiore autonomia e capacità di organizzazione. È stato un momento impegnativo, ma mi ha permesso di accelerare la mia crescita professionale.

Ho avuto anche l’opportunità di collaborare temporaneamente con un’altra realtà del gruppo, un’esperienza che mi ha consentito di confrontarmi con nuovi contesti e acquisire ulteriori competenze.

Oggi continuo a evolvermi insieme alla tecnologia: il mondo SAP sta attraversando una fase di forte innovazione e sto lavorando sempre più sulle nuove modalità di sviluppo e sulle tecnologie di ultima generazione.

Di cosa ti occupi concretamente come SAP Developer?

Il mio ruolo consiste nel trasformare le esigenze dei clienti in soluzioni tecniche. Lavoriamo a stretto contatto con i consulenti funzionali, che raccolgono i requisiti e li traducono in analisi funzionali. Da lì entra in gioco il team di sviluppo.

Mi occupo di progettare e realizzare le soluzioni richieste, ma anche di supportare i colleghi nell’analisi di problematiche più complesse, attraverso attività di debug e approfondimento tecnico.

È un lavoro che richiede precisione, aggiornamento continuo e molta collaborazione.

Oltre al ruolo di sviluppatore, hai avuto altre esperienze all’interno di Impresoft Syscons?

Sì, e sono tra quelle che ricordo con più soddisfazione. Dopo essere entrato grazie a un’Academy, negli anni successivi ho avuto l’opportunità di partecipare come docente a diverse edizioni dello stesso percorso.

È stata un’esperienza molto stimolante: poter accompagnare nuovi talenti nei loro primi passi nel mondo SAP mi ha permesso non solo di condividere competenze, ma anche di restituire qualcosa del supporto che avevo ricevuto io quando ero agli inizi.

Come descriveresti il tuo team?

La parola che mi viene spontanea è collaborazione.

Negli anni il team è cresciuto e si è evoluto, ma non è mai venuto meno quello spirito di supporto reciproco che ho trovato fin dal primo giorno. Ognuno porta competenze diverse e proprio questa varietà rappresenta una grande ricchezza.

Quando qualcuno ha bisogno di aiuto, c’è sempre qualcuno disposto a intervenire. E non si tratta solo di risolvere un problema: spesso il confronto diventa un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e crescere insieme.

Hai visto la nostra realtà cambiare molto negli anni. Cosa è rimasto invariato?

Senza dubbio l’attenzione alle persone.

Oggi l’azienda è cresciuta in modo significativo, con nuove sedi, nuovi team e molte più persone coinvolte. Nonostante questo, non si è perso quel clima di vicinanza e accessibilità che caratterizzava Syscons agli inizi.

È una cosa che considero tutt’altro che scontata.

Come descriveresti l’ambiente di lavoro a chi sta valutando di entrare in Impresoft Syscons?

Lo definirei un ambiente aperto, informale e autentico.

Qui non esistono barriere rigide tra ruoli o livelli organizzativi: si lavora insieme, ci si confronta liberamente e si costruiscono relazioni professionali basate sulla fiducia reciproca.

Anche nei momenti più intensi si riesce sempre a trovare il modo di alleggerire la giornata, condividere una battuta o confrontarsi con serenità. Può sembrare un dettaglio, ma quando trascorri molte ore lavorando su progetti complessi, fa una differenza enorme.

Cosa diresti a una persona che sta pensando di candidarsi?

Le direi che qui troverà un ambiente in cui crescere davvero.

Avrà la possibilità di imparare da colleghi competenti, di mettersi alla prova su progetti concreti e di lavorare in un contesto dove la collaborazione non è solo una parola, ma qualcosa che si vive quotidianamente.

Per me, dopo più di sei anni, questo continua a essere uno degli aspetti più preziosi di Syscons.

Cosa ti aveva convinto a entrare in Syscons al momento del colloquio? 

Quello che mi aveva colpito fin da subito era l’idea di un’azienda attenta alle persone, non solo agli interessi dell’organizzazione. Cercavo un contesto che fosse “su misura” per la crescita del singolo, e Syscons mi ha trasmesso proprio questo. 
In più, l’ambiente giovane e dinamico mi sembrava perfetto per restare sempre aggiornato: in un mondo come l’IT, se non ti formi e non sperimenti continuamente, rischi di rimanere indietro.
 

Una volta entrato, le tue aspettative sono state confermate? 

Sì, assolutamente. Conoscevo già qualcuno che lavorava in Syscons. Questo collega mi aveva raccontato bene l’ambiente e i progetti, quindi le mie aspettative erano alte. E sono state confermate: mi sono trovato bene sia a livello umano che professionale. Per me entrambe le cose sono fondamentali: se manca l’una o l’altra, diventa difficile portare avanti i progetti con entusiasmo. 

Sei passato da un ruolo IT interno al team Integration. Come è avvenuto questo cambiamento? 

È stato un passaggio naturale. Lavorando come IT interno, mi ero già avvicinato ad attività legate all’integrazione, ad esempio con i flussi di Power Automate. Un mio attuale collega nel mio team ha notato questo interesse e mi ha proposto di provare nel team Integration. 
La formazione iniziale non è stata semplice, preferisco imparare facendo, ma è stata la spinta giusta. Dopo la certificazione, sono stato subito coinvolto in un progetto reale con il mio responsabile e da lì ho potuto formarmi rapidamente, sia sull’integrazione tecnica che sugli aspetti consulenziali, come l’interazione col cliente e la gestione delle stime.
 

Che tipo di progetti segui oggi come Integration Consultant? 

Lavoro su piattaforme e clienti diversi, e questo mi ha permesso di sviluppare competenze trasversali. In sintesi, ci occupiamo di gestire e orchestrare i dati: li prendiamo da un sistema sorgente e li portiamo verso i sistemi target, trasformandoli nel formato corretto e garantendo che ogni processo funzioni senza intoppi. 
Per esempio, ho seguito un progetto per un cliente legato al suo nuovo e-commerce: ci occupavamo di gestire tutte le fasi dell’ordine – dal magazzino alle comunicazioni al cliente, fino ai prezzi e ai saldi – orchestrando i dati tra i diversi sistemi. 

Com’è l’ambiente di lavoro in Syscons? 

C’è un clima molto collaborativo. Anche se l’integration si può fare quasi interamente in remoto, io vado spesso in ufficio: per me l’interazione sociale è fondamentale. Lavorare accanto a persone di altri team è un valore aggiunto, perché permette di conoscere meglio l’azienda, capire chi fa cosa e anche creare collegamenti utili tra progetti diversi. 

Cosa diresti a un giovane che sta per entrare in Syscons come Integration Consultant? 

Non è un ruolo facile da spiegare, ma il cuore del nostro lavoro è far dialogare sistemi diversi attraverso i dati. È un’attività stimolante, perché ogni progetto è diverso e ti costringe a crescere. 
A chi sta pensando di entrare in Syscons direi: fallo. È un’azienda che ti mette alla prova, ti supporta e ti dà la possibilità di sperimentare ruoli diversi. Io stesso ne sono la prova: sono entrato con una mansione, ma la mia curiosità e la voglia di imparare mi hanno portato a cambiare percorso e trovare la mia strada nell’integrazione. 

Vuoi entrare a far parte del nostro team?