

Di cosa ti occupi in Impresoft Syscons?
In Impresoft Syscons sono stata inserita fin dall’inizio nel team di Quality Management con il ruolo di Analista Funzionale, all’interno dell’area aziendale PLM & Logistics.
Mi occupo principalmente di raccogliere e analizzare le esigenze dei clienti, trasformandole in soluzioni che possano essere implementate all’interno del sistema SAP, valutando se proporre una soluzione già prevista dallo standard SAP oppure che richieda l’intervento del team tecnico e quindi di qualche personalizzazione.
Seguo diverse fasi del progetto, dall’analisi dei requisiti, fino ai test, alla formazione e al supporto agli utenti.
In particolare, lavorando nel modulo SAP QM, l’ambito con cui mi interfaccio è quello della gestione dei processi legati alla qualità lungo tutta la supply chain, ma fondamentale è anche l’integrazione, la sinergia e la collaborazione con le aree confinanti con la Qualità, quali ad esempio Logistica e Produzione.
È un ruolo che richiede di comprendere sia le esigenze del business, sia il funzionamento del sistema, facendo da ponte tra il cliente e il team tecnico.
Se dovessi spiegare a un tuo caro amico/a l'impatto che ha il tuo lavoro quotidiano presso i clienti che segui, quale storia o risultato gli racconteresti?
Uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro è osservare la trasformazione del rapporto con il cliente lungo il ciclo di vita di un progetto, soprattutto varcata la soglia del go-live.
Prima del go-live, ogni grande progetto di trasformazione digitale porta con sé una dose fisiologica di incertezza.
Talvolta i processi ottimizzati e il nuovo prodotto può essere percepito dagli organi operativi della supply chain come un'imposizione o un iter rigido da subire. In questa fase delicata, le attività di test e affiancamento rischiano di sembrare un ostacolo alla routine lavorativa anziché un'opportunità di miglioramento.
Il go-live cambia radicalmente questa prospettiva. L'affiancamento sul campo ci permette di entrare in empatia con gli utenti, supportandoli passo dopo passo nella gestione delle nuove attività e rassicurandoli di fronte alle inevitabili difficoltà iniziali.
È esattamente qui che la percezione del consulente si evolve: da figura che "introduce una novità complessa" a partner strategico con cui risolvere i problemi. Gli utenti iniziano a cogliere il valore reale del progetto, rendendosi conto che l'obiettivo finale non è la tecnologia in sé, ma la qualità e la semplicità del loro lavoro.
È la prova che il cuore della consulenza non risiede soltanto nei processi tecnici, ma nel saper accompagnare le persone attraverso il cambiamento con ascolto, chiarezza e presenza.
Qual è una piccola abitudine, tradizione di team o dettaglio dell'ufficio/routine di lavoro a cui non rinunceresti mai?
Sicuramente il momento del caffè che significa chiacchiere, confronto e condivisione con i colleghi. Anche nelle giornate più intense, penso sia importante avere quei piccoli momenti di pausa in cui confrontarsi, parlare anche di altro rispetto al lavoro e semplicemente staccare per qualche minuto.
Essendo la mia prima esperienza lavorativa, per me, il rapporto con i colleghi ha avuto un ruolo importante fin dall’inizio: sono entrata in azienda dopo aver frequentato un’Academy insieme ad altri 10 ragazzi, con cui ho avuto la possibilità di condividere i primi mesi di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro.
Nel tempo il rapporto con loro è diventata un’amicizia che continua ancora oggi, nonostante lavoriamo in aree diverse e quindi non ci capiti spesso di lavorare a stretto contatto. Anzi, proprio per questo, nei momenti di pausa, in cui ci si ritrova, si scambia qualche parola e si racconta anche qualcosa che va oltre il lavoro, sono per me particolarmente preziosi.
Credo che sia uno degli aspetti più belli dell'ambiente di lavoro: crescere professionalmente insieme, ma riuscire anche a costruire rapporti che vanno oltre il progetto o il ruolo che si ricopre.
Guardando a chi eri quando sei entrata in azienda e a chi sei oggi, quali competenze (hard e soft) hai guadagnato?
Quando sono entrata in azienda, essendo alla mia prima esperienza lavorativa, avevo sicuramente delle conoscenze teoriche, ma dovevo ancora imparare come trasformarle in competenze applicabili concretamente sul lavoro.
Dal punto di vista tecnico ho acquisito una maggiore conoscenza di SAP e, in particolare, dei processi legati alla gestione della qualità. Ho imparato a muovermi all’interno di progetti reali e a conoscere le fasi di progetti complessi come quelli che prevedono il cambio gestionale in grandi aziende manifatturiere, ad analizzare i requisiti, a configurare il sistema, a svolgere test e a confrontarmi con problematiche che non hanno sempre una soluzione già definita perché in primis sono i requisiti ad essere poco chiari.
Sto vivendo un percorso di crescita continua: nonostante abbia preso parte a un progetto solo, ogni fase di progetto e ogni roll out mi permette di confrontarmi con processi e problematiche diverse e di ampliare le mie competenze.
Gran parte della crescita è stata anche dal punto di vista personale. Ho imparato a gestire meglio le priorità, a comunicare e rapportarmi quotidianamente con persone con ruoli e competenze molto diverse dalle mie, sia interne all’azienda e al mio team sia appartenenti all’azienda cliente e ad altre società di consulenza, e soprattutto ad avere maggiore autonomia e sicurezza nell’eseguire le mie mansioni e nel trovare vie d’uscita nei momenti di difficoltà.
Da quanto tempo sei in Syscons e qual è il tuo ruolo?
Sono entrato in Syscons quasi due anni fa, e attualmente ricopro il ruolo di Team Leader nell’area SAP EPPM, sotto la guida di Michele Cannavaro. Coordino un piccolo team di tre persone focalizzato sui moduli SAP PS e CO. Il nostro gruppo più ampio è composto da sei colleghi, divisi tra aree funzionali affini ma distinte, sempre all’interno della practice EPPM.
È la tua prima esperienza come Team Leader?
Sì, è la mia prima vera esperienza strutturata da Team Leader. In passato avevo già avuto modo di coordinare risorse junior nei progetti, ma mai con una responsabilità continuativa e organizzativa come quella che ho qui in Syscons. Oggi mi occupo della crescita del team in modo più ampio, non solo operativo, ma anche umano.
C’è una competenza non tecnica che ritieni fondamentale per il tuo ruolo?
Assolutamente! Al di là delle hard skill, credo che la capacità di ascolto e l’empatia siano fondamentali, soprattutto quando si lavora in team. Gestire persone significa anche essere pronti a mettersi in discussione: i feedback non devono arrivare solo dall’alto, ma anche dal basso. Con i miei colleghi cerco di creare uno spazio di dialogo trasparente, dove tutti possano sentirsi liberi di condividere idee o criticità.
Che tipo di ambiente hai trovato in Syscons?
Fin dal primo giorno, ho percepito un’attenzione genuina verso le persone, qualcosa che non sempre è scontato nelle aziende di consulenza. Qui c’è la volontà reale di far crescere le persone, non solo professionalmente ma anche umanamente. È un ambiente stimolante, dinamico, dove si lavora seriamente ma senza perdere il lato umano.
Dopo l’ingresso in Impresoft, hai notato cambiamenti?
Non ci sono stati grandi stravolgimenti, ma alcuni piccoli cambiamenti si sono fatti sentire, soprattutto a livello logistico. La nuova sede, ad esempio, è molto bella e moderna, anche se meno comoda per chi – come me – arriva da fuori Milano. Ma nel complesso, il passaggio a Impresoft è stato fluido, e l’identità di Syscons è rimasta intatta.
Un messaggio per chi sta pensando di unirsi a Syscons?
Syscons è un’azienda dove si ha spazio per crescere, imparare e mettersi alla prova. Se cerchi un ambiente in cui puoi essere ascoltato, contribuire attivamente e costruire un percorso solido, allora sei nel posto giusto.